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Sabato 14 Dicembre 2019
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Castelli Romani

Comuni e località, guida all'area turistica - Lazio

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Castelli Romani - LAZIO

I Castelli Romani sono un'area storica e geografica della provincia di Roma, in Lazio.
I Castelli sono tredici comuni dei Colli Albani, disposti concentricamente sulle alture vulcaniche dell'antico Vulcano Laziale, che da millenni condividono sostanzialmente la stessa storia sociale, politica ed economica.
I centri storici dei Castelli sono Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri.
Il territorio dei Castelli Romani è un'area di natura vulcanica, originata dal collassamento del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa.
La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 m s.l.m.), in comune di Rocca di Papa.
Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli: oltre al Lago Albano ed al Lago di Nemi, rispettivamente nei comuni di Castel Gandolfo ed Albano Laziale e Nemi, vanno menzionati i laghi prosciugati di Campovecchio a Grottaferrata, del Laghetto di Turno o di Pavona a Castel Gandolfo e del Laghetto di Giuturna oggi Valle Pozzo ad Albano Laziale, di Vallericcia ad Ariccia, del Pantano della Doganella a Rocca di Papa, di Pantano Secco e di Prata Porci a Monte Porzio Catone, e del leggendario Lago Regillo a Frascati.
Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia la maggior parte del territorio dei Castelli Romani è composta da terreni classificati come v2, cioè materiale eruttivo finale che ha dato origine al famoso peperino.
Le zone di estrazione più note del peperino sono a Marino, ad Albano Laziale, ad Ariccia e in alcune aree della Valle Latina.
Velletri è dubbiamente accolta tra i Castelli perché dal Medioevo fino al XVI secolo la città mantenne sempre lo status di libero comune, distinguendosi dunque dalla totalità della località della zona e non essendo mai infeudata a nessun signore, dunque non essendo mai un "castello".
Lariano invece, pur essendo stata un importante castello infeudato alla famiglia Savelli, dal 1436, anno della sua distruzione, fino al 1969 rimase una frazione di Velletri.
Tuttavia convenzionalmente le due località, geograficamente parte dei Colli Albani, sono considerate Castelli a tutti gli effetti.
Altri considerano anche la città di Ciampino, che nel 1974 si distaccò dal comune di Marino, nonostante Ciampino sia nata, anche come toponimo, solo nel XVII secolo da una tenuta di monsignor Giovanni Giustino Ciampini (1633-1698), chiamata appunto vigna Ciampini e ubicata nel territorio di Marino.
La principale risorsa idrica dei Castelli è rappresentata dai due laghi vulcanici Albano e di Nemi.
Entrambi i laghi, insieme ad altri bacini in seguito prosciugati, sono nati durante la fase idromagmatica del Vulcano Laziale, dall'incontro del magma e dell'acqua nel sottosuolo, tra i 100.000 ed i 20.000 anni fa.
Il Lago Albano è il lago più profondo del Lazio, raggiungendo i 170 metri di profondità.
La sua massa d'acqua è pari a circa 460 milioni di metri cubi.
Oggi in buona parte proibito alla balneazione per motivi di inquinamento, sulle sue rive rimangono interessanti reperti archeologici di età romana, come l'Emissario Romano, canale artificiale lungo 1,8 chilometri che sbuca in località Mole di Albano e Castel Gandolfo.
Le acque sono di competenza della provincia di Roma, mentre le sue coste appartengono ai comuni di Castel Gandolfo e, in parte minore, Albano Laziale.
Il Lago di Nemi è il lago più piccolo del Lazio, con una estensione di 1,67 km2 e una profondità massima di 33 metri.
Le acque sono di competenza della provincia di Roma, mentre le sue coste appartengono al comune di Nemi.
Sulle sue rive ci sono molti ruderi romani, appartenenti al leggendario Tempio di Diana Nemorense.
Sul fondale lacustre furono trovate anche le due famose Navi di Nemi.
Dal lago parte anche un emissario probabilmente di età romana, che sbuca a Vallericcia.
Fra gli altri laghi prosciugati, è importante il cratere di Vallericcia, che è dotato di un emissario che accoglie anche le acque del Lago di Nemi.
Il territorio castellano abbonda di acque sorgive: tra le sorgenti idriche più conosciute ricordiamo quelle di:
• Acqua Algidiosa, nel territorio di Rocca Priora, che assicura l'approvvigionamento idrico a Frascati e all'area tuscolana;
• Squarciarelli, nel territorio di Grottaferrata, che dà origine alla Marana dell'Acqua Mariana e assicura l'approvvigionamento idrico a Grottaferrata;
• Caput Aquae Ferentinum, nel territorio di Marino, che dà origine alla Marana delle Pietrare e assiura l'approvvigionamento idrico a Marino;
• Acqua Preziosa, nel territorio di Grottaferrata;
• Malafitto, nel territorio di Ariccia, che assicura l'approvvigionamento idrico a Castel Gandolfo, Albano Laziale ed Ariccia;
• Acqua Donzella, nel territorio di Lariano;
• Faiola, nel territorio di Velletri, che assicura l'approvvigionamento idrico a Genzano di Roma e Velletri.


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