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Ca' Granda

MILANO
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La Ca' Granda, già sede del Ospedale Maggiore di Milano, è un edificio situato tra via Francesco Sforza, via Laghetto e via Festa del Perdono, a ridosso della basilica di San Nazaro in Brolo.
Opera dell'architetto fiorentino Filarete, fu uno dei primi edifici rinascimentali a Milano ed ebbe un ampio seguito in tutta l'Italia settentrionale.

Oggi è sede dell'Università degli Studi di Milano.

L'edificio che nacque come Ospedale Maggiore (Ca' Granda), fu una delle opere più significative di Filarete a Milano, nonché esempio paradigmatico del gusto rinascimentale lombardo prima dell'arrivo di Bramante (1479).
Lo stile è ibrido, improntato a linee nitide, ma addolcite da una certa ricchezza decorativa, senza un'applicazione di estremo rigore della "grammatica degli ordini" brunelleschiana.

L'Ospedale maggiore, commissionato secondo una volontà del nuovo principe Francesco Sforza di promuovere la propria immagine, mostra con chiarezza le diseguaglianze tra il rigore del progetto di base, impostato a una funzionale divisione degli spazi e una pianta regolare, e la mancata integrazione con il minuto tessuto edilizio circostante, per via del sovradimensionamento dell'edificio.
La pianta dell'Ospedale è quadrangolare, con due bracci ortogonali interni che disegnano quattro vasti cortili.
Alla purezza ritmica della successione di archi a tutto sesto dei cortili, derivata dalla lezione di Brunelleschi, fa da contraltare un'esuberanza delle decorazioni in cotto (in larga parte dovute ai continuatori lombardi).

Il monumentale portale centrale divide in due parti uguali la facciata principale, lunga quasi trecento metri, che prospetta su Via Festa del Perdono.
La parte più antica, elevata nel quattrocento, è l'ala destra, la cui costruzione fu iniziata da Filarete cui si deve il porticato ad archi a tutto sesto poggianti su colonne in pietra, innalzato sull'alto basamento.
Si devono invece ai fratelli Guiniforte e Francesco Solari le fantasiose decorazioni in cotto al piano superiore.
Esse comprendono l'elaborato cornicione ad archetti, e le bifore archiacute, cui nel seicento vennero aggiunti i caratteristici tondi in pietra con i busti sporgenti.
È di edificazione seicentesca la parte centrale della facciata, costituita dal portale barocco e dalle due ali simmetriche che da esso si dipartono, costituite al piano terreno da un portico le cui arcate, murate, ospitano bifore ogivali.
Benché edificata in epoca barocca, la facciata ripete gli stilemi decorativi quattrocenteschi, per espressa volontà del Capitolo dell'ospedale, che ne affidò il progetto a Richini e Mangone.
Sono di gusto tipicamente barocco tuttavia gli espressionisti busti in pietra, e il portale a due ordini coronato da timpano.
Le statue che lo ornano rappresentano, al piano inferiore, i due più celebrati santi milanesi, San Carlo e Sant'Ambrogio, e al piano superiore l'Annunciata, cui l'Ospedale era originariamente dedicato.
Segue sulla sinistra la neoclassica ala Macchio, in intonaco rosso scuro interrotto da semplici paraste, che racchiude l'ala settecentesca ricostruita in forme contemporanee dopo i danni bellici.

L'ingresso principale immette direttamente nel vasto Cortile centrale, o "del Richini", edificato da quest'ultimo in forme barocche.
In deroga all'originario progetto Filaretiano, che prevedeva una corte rettangolare occupata al centro dalla chiesa dell'Annunciata, fu invece eretto a pianta quadrata di dimensioni quasi doppie a quelle inizialmente previste.
Richini, nella realizzazione della corte, riprese le decorazioni già iniziate dall'Amadeo oltre un secolo prima sul lato sud.
Di esse è possibile vedere, al centro di tale lato, i due medaglioni con l'Annunciazione, danneggiati dalla guerra.

La chiesa di Santa Maria Annunciata all'Ospedale Maggiore
La chiesa, priva di facciata, fu invece costruita all'interno del lato di fondo, distinguibile dal tiburio anch'esso quadrato, che si eleva sopra le arcate della loggia.
Essa prese il nome di Santa Maria Annunciata all'Ospedale Maggiore. Sono ancora conservati alcuni disegni progettuali dell'edificio di culto, di mano del Richini.
L'ingresso, privo di enfasi, avviene da un comune portale al centro del porticato di fondo della corte del Richini.
L'interno è a pianta quadrata, mentre i quattro identici lati sono costituiti da serliane rette da colonne in marmo e capitelli ionici che richiamano la corte esterna.
Di particolare interesse è la pala d'altare, commissionata negli anni trenta del Seicento a Guercino dal capitolo dell'Ospedale per essere collocata sull'altare maggiore dove ancora si trova. L'opera mostra una struttura compositiva articolata e mossa, e accenti di acceso realismo che si possono notare nella resa pittorica delle vesti dell'angelo, e nell'inconsueta iconografia di Dio padre calvo che sporge dalle nubi.
Varcando la soglia della Chiesa dell'Annunciata si incontrano tre bassorilievi in marmo, opere di Dante Parini, Vitaliano Marchini e Francesco Wildt.
Il soggetto è comune ai tre artisti: "Le guarigioni di Cristo".

Al di sotto della chiesa vi è una bassa cripta, le cui volte ad arco ribassato sono rette da poderosi pilastri quadrati.
Conserva scarsi resti della decorazione ad affresco originaria, scomparsa a causa dell'umidità, oltre all'altare disadorno.
Fu utilizzata nei secoli quale ossario per i morti dell'ospedale che vi furono tumulati a migliaia.
Ospitò in particolare anche i corpi dei caduti delle cinque giornate di Milano, in seguito trasferiti al di sotto del monumento appositamente eretto da Grandi nella piazza omonima.
Restano ancora alle pareti numerosi nomi dei patrioti un tempo tumulati al suo interno.

La corte, pesantemente danneggiata dai bombardamenti, fu interamente ricostruita ricomponendo con i pezzi originari le ottanta arcate che lo costituiscono.
Sulla destra del cortile principale è l'ala rinascimentale, costituita da quattro cortili identici nelle dimensioni, ma dalle decorazioni differenti.
Si presentano come chiostri a pianta quadrata, i cui lati sono costituiti da due ordini di logge sovrapposte, rette da sottili colonne in pietra.
I cortili posteriori, detti "della Ghiacciaia" e "della Legnaia", sventrati dalle bombe del 1943, furono ricostruiti solo parzialmente.
Conservano invece le forme originarie i due chiostri occidentali, detti "della Farmacia" e "dei Bagni", i primi ad essere edificati sotto la direzione di Filarete negli anni sessanta del Quattrocento.

La fronte posteriore dell'ospedale, oggi su via Francesco Sforza, prospettava originariamente sulla cerchia dei navigli.
Scomparso l'antico porticciolo dell'Ospedale, resta oggi la Porta della Meraviglia, da cui si accedeva al ponte che conduceva all'antico cimitero dell'ospedale maggiore, oggi detto Rotonda della Besana.
Sulla testata della crociera è invece il piccolo portale quattrocentesco ornato da un'Annunciazione di Luvoni.

Grazie ad alcune sponsorizzazioni, è in corso il restauro della facciata principale e del portale monumentale su via Francesco Sforza, che dovrebbe concludersi nel periodo 2009-2012, e la realizzazione di un "piano di conservazione programmata" per il cortile d'onore.
Inoltre, fra il 2009 ed i primi mesi del 2010 ci sono stati interventi sul loggiato del cortile di Farmacia e sui fregi più pesanti del cortile d'onore, rafforzati in modo invisibile per eliminare il rischio di crollo.

Testo tratto da:
- Wikipedia (Creative Commons)



Photo by: Sailko



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45°27'36.5" N
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