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LESMO

Lombardia

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Comune di Lesmo (MB)

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Indirizzo municipio
Via Vittorio Veneto, 15

Numeri utili
+39 039 698551
+39 039 6981008

Sito istituzionale - http://www.lesmo.org

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Dati e informazioni utili


Numero Abitanti : 8.448 (01-01-2017 - Istat )
Altitudine s.l.m. : 241 mt.
Superfice Kmq. : 5,10
Denominazione abitanti : 
Codice Fiscale : 03340310154
CAP Codice Postale : 20855
Codice Istat : 015120
Codice Catastale : E550
• Classificazione sismica aggiornata a marzo 2015. (Fonte: Protezione Civile)
• “Zone climatiche” e “gradi giorno” da: Tabella A allegata al D.P.R. 412/93 aggiornata al 31 ottobre 2009. (Fonte: Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico)

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Zona climatica
E
Gradi giorno
2434
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LESMO

Guida turistica Lombardia



Lesmo (Lombardia) è un Comune di 8.448 abitanti, situato a 241 metri s.l.m. nella Provincia di Monza e Brianza, il suo territorio si estende su una superfice di 5,10 kmq.

Lesmo fa parte del territorio del Vimercatese.
Le origini della città di Lesmo risalgono certamente all'epoca romana.
Un primo nucleo del villaggio che poi, ingrossandosi nel corso dei secoli, è giunto a costituire il moderno paese è stato fondato nel I secolo a.C. nella valle del Pegorino (sulla riva del fiume Lambro), all'epoca della spedizione di Giulio Cesare verso la Gallia.
Le due più grandi civiltà dell'Europa occidentale si contendono ancora oggi la paternità di Lesmo e in effetti la toponimia del paese pare ben accostarsi sia ad un'origine greca che ad una romana.
L'insolito nome, così diverso dagli altri toponimi dei vicini paesi lombardi, ha persuaso molti storici che la città sia stata fondata da coloni greci al seguito delle spedizioni di Giulio Cesare, che su suo ordine si sarebbero lì stabiliti per offrire una base di rifornimento all'esercito romano nella pianura padana.
In effetti il toponimo Lesmo ricorda fin troppo da vicino l'isola egea di Lesbo, patria della poetessa Saffo e della lirica monodica.
Altri studiosi propendono per un'origine latina di Lesmo, riconducendo il toponimo alla parola laetus, cioè lieto.
Secondo questa interpretazione, fin dall'epoca romana Lesmo era considerata una città ricca e prospera, dove il vivere è appunto lieto, grazie alla fertilità dei suoi campi, concimati dal naturale laetamen delle bestie allevate nelle campagne.
Altre interpretazioni ancora, vedono il toponimo come la contrazione di Laetissimus, vale a dire la famiglia aristocratica romana che possedeva qui una residenza in campagna e controllava le vaste proprietà fondiarie dei dintorni.
Gli storici credono più probabilmente che Lesmo derivi da una latinizzazione di Laedeximum, primo gradino della scala di Brig sul fiume Lamber, come veniva chiamata dai Celti.
Infatti grazie alla sua disposizione il paese si trova ai piedi della Brianza Lecchese, chiamata Briganzia dalle popolazioni galliche.
Il nome della località è antico, dal latino Ledesmun, Ledeximun in attestazione medievale poi Ledesmun e per contrazione Lesmo.
Deriva da Laetissimus che significa persona lieta:fin dall'epoca romana Lesmo era considerata una città ricca e prospera, dove il vivere era appunto lieto, grazie anche alla fertilità dei suoi campi.
Ha anche origine da questo nome la famiglia Lesmi che nell'epoca feudale ebbe la residenza in loco e tutt'oggi è rappresentata da vari rami.

Le frazioni:
- Peregallo, deriva dal romanico Peregàl macereto, mucchio di sassi per la consistenza del terreno di ghiaia e sassi: nei secoli successivi si trova una cava; già per Gallos ove la località ricorda la presenza di una strada che arrivava al territorio gallico.
Ha preso domicilio la famiglia Peregalli.
- Gerno, in origine dai Galli che avrebbero denominato la località in analogia con nomi di terre francesi; già Zergno che deriva da un nome proprio o da Aligern.
- California, di formazione recente, chiamata così da emigranti tornati dall'America.

Sul colle del Gernetto viene edificata nel V - VI secolo d.C., una rocca con torre a difesa della Valle del Lambro dove trovano rifugio popolazioni in fuga da Milano, più volte saccheggiata dai Barbari.
Nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero (scrittore - cappellano di Rovello) del 1200 è elencata una cappella a Lesmo dedicata a Santa Maria.
Intorno a questi villaggi nel 1300 è fiorita la leggenda romantica, descritta da Ignazio Cantù (Brivio, 5 dicembre 1810 / Monza, 20 aprile 1877) nel libro Le vicende della Brianza: “Rosa Peregalli da Peregallo è profondamente innamorata di Gianguidotto Lesmi da Lesmo; i due sono condannati ad amarsi di nascosto, ostacolati dall'odio secolare che oppone le due famiglie.
Si sposano con la complicità e la benedizione di un frate che viveva eremita a S. Maria delle Selve nel Parco di Monza.
Segue una breve parentesi di felicità; non passò molto che Rosa morì, non senza gravi sospetti di veleno e Gianguidotto fu trovato nel Bosco Bello morto con una larga ferita nel petto”.
Anche Giovanni Antonio Mezzotti nel racconto dal titolo Passeggiata nel Real Parco di Monza pei viaggiatori della strada ferrata da Milano a Monza del 1841, al capitolo V nel dettagliare il Bosco Bello scrive che … è in questo clima che viene a maturare la vicenda dei due innamorati delle due potenti famiglie ritirate nelle loro castella in vicinanza del Bosco Bello.
Erano questi i Peregalli da Peregallo posto a due miglia da Monza ed i Lesmi da Lesmo distante tre miglia.
Conclude con questa affermazione: L'urna sepolcrale degli infelici amanti esisteva ancora nel secolo scorso (1700) con una lapide latina che ne rammentava la dolorosa tragica fine.

Nel XV secolo l'affermarsi di Stati a dimensione regionale scatena continue guerre che negli ultimi mesi del 1449 si spostano in Brianza.
I contendenti: Milano contro Venezia.
Francesco Sforza pone il campo a Calco.
I capitani della Repubblica Ambrosiana ordinano al loro comandante Iacopo Piccinino di uscire da Monza e di recarsi incontro ai Veneziani con “quattromila uomini a cavallo ed altrettanti fanti”…” sale per la strada di Peregallo, e pone il campo a Casate”. (le parole sono di Giovanni Simonetta, lo storico ufficiale dello Sforza).
Francesco Sforza, informato sposta le sue truppe verso Casate.
È battaglia dura, alla fine lo Sforza ha la meglio.
I feudatari della Brianza e quindi di Lesmo fanno atto di sottomissione e professano fedeltà allo Sforza.
Nel 1475, Lesmo, con le sue frazioni, fu infeudato ai Secco Borella che tennero il feudo per lunghi secoli .
Nel 1539 fu consacrata l'attuale chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Lesmo; nel secolo XVII fu arricchita di preziose reliquie dal cardinale Federico Borromeo, modificata ed ingrandita nel XVIII - XIX secolo e fu dedicata nel 1907 dal cardinale Andrea Ferrari.
Nel 1574, dall'Archivio storico diocesano di Milano, pieve di Vimercate risulta che Peregallo contava appena 25 persone, distribuite in 7 famiglie.
Nel 1616 viene edificata, a Gerno, una chiesa sotto il titolo di SS. Maria e S. Carlo; mentre l'attuale chiesa parrocchiale di San Carlo è del 1700 circa.
Nel 1733 fu nominato, a succedere nel feudo, il senatore milanese conte Giambattista Trotti che lo conservò fino alla abolizione dei privilegi feudali nel sec. XVIII: il feudo lesmese consisteva in 1432 fuochi (persone).
Nel XVIII secolo, a Peregallo, sorse un convento dei Padri Minimi di San Francesco da Paola: si trovava all'interno dell'attuale proprietà Mazzoleni.
In un documento è disegnato un vasto appezzamento di terreno sotto la denominazione Vigna dei Frati, dove ora sorgono le strutture parrocchiali ed il parco comunale.
I Padri minimi di San Francesco Da Paola di Milano officiavano nella chiesa di Sant'Antonio Abate ed in un dipinto datato 1825 inerente alla via Mazzini si intravede una costruzione diversa dall'attuale, difatti poi il Convento è stato demolito.
Successivamente (1896) fu inviato come cappellano don Giuseppe Gervasini.
Per la sua fama di erborista guaritore diversa gente giunse al nostro paese; don Gervasini passò poi a Ratenate, una frazione di Limito; ora è conosciuto come il pret de Ratanà ma diversi sono gli aneddoti inerenti alla sua presenza a Peregallo.
La chiesetta di S. Antonio abate, ristrutturata recentemente è tuttora accessibile da piazza Garibaldi.
Nel 1818 a Gerno vengono rinvenute 273 monete romane nella Villa Gernetto di proprietà del conte Giacomo Mellerio.
Nel 1836 in Brianza scoppia il colera ma Lesmo ne è miracolosamente risparmiato: a memoria dello scampato pericolo viene eretta la cappellina ancora esistente all'inizio del viale del Cimitero.
In una mappa del 1838 del Regio Imperial Governo Austriaco LESMO è indicato con Cort, Casino Re, Baraggia, Pegorino GERNO con villa Mellerio, Boffalora, Bregagina, Mulino di Sotto PEREGALLO con la Cascina Lagazit, C.no Curti, Mulino della Folla, Variona, Brughiera, La Cà, e Casino Rapazzini.
In località Boffalora, nel 1838 nasce Gaetano Casati, grande viaggiatore ed esploratore in Africa mentre nel 1852 da una povera famiglia nasce Pasquale Morganti diventato poi sacerdote e arcivescovo di Ravenna e Cervia.
Già dal 1840 parte dei lesmesi erano occupati nella grandiosa Filatura meccanica di cotone “della Fola” a Peregallo, di proprietà di Stucchi e Fumagalli prima e Dell'Acqua dopo; nel 1875 vi lavoravano 400 persone; vicino vi erano le case della Tenciuria”. Fu chiusa nella seconda metà degli anni 50.
Dopo si insediò una ditta chimica che terminò l'attività nel 1992.
Ora si vedono soli i resti di archeologia industriale, in attesa della ristrutturazione.
Nel 1847 è stata edificata la cappella di via Lambro e nel 1849 è stata collocata la statua della Santa Vergine.
Nelle Notizie di Vimercate e della sua pieve del 1853 lo scrittore Dozio ricorda che il territorio di Lesmo, Peregallo e Gerno si raccomanda per mite sorriso del cielo, per amenità di sito e di allegre prospettive e per prospera vegetazione: tranquilli ed allegri casali.
Nel 1860 viene eletto primo Sindaco di Lesmo il cav. Luigi Conti; nel censimento della popolazione si ha un totale di 1673 abitanti.
Nel 1872 la casa di proprietà della nobildonna Rosa Giuseppina situata in via Morganti (a seguito di testamento) viene abbellita e riadattata a collegio e convento delle Figlie della Carità dette Suore Canossiane.
La sede del Municipio, delle Scuole e della Posta trovarono posto nell'edificio che tuttora si trova in via IV Novembre eretto nel 1877.
Nel 1879 il nostro territorio viene attraversato dalla linea tramviaria Monza-Oggiono - il tram aveva il nome di Gamba de Lègn con fermate a Peregallo e Lesmo (la biglietteria di quest'ultima è tuttora visibile in Piazza Dante).
La stazione di Lesmo ed il ponte in ferro di Gerno vengono costruiti nel 1886 a seguito del passaggio del treno Seregno-Ponte S. Pietro.
All'inizio del XX secolo, vengono abbellite dimore esistenti ed edificate di nuove con ampi parchi secolari.
A Gerno: villa Mellerio-Gavazzi della Somaglia al Gernetto probabilmente sorta nel 1500 come convento; confinanti col Parco di Monza, a Peregallo: villa Simonetta-Rapazzini casino di caccia del 1600, villa Curti Mattioli(1800), villa Sala e villa Spaggiari-Crotti (1900); in centro: villa Ratti-Fenaroli (1800), villa Sala-Cega, villa Fontana-Novecento e villa Frattini-Tremolada (1900); in zona dominante: villa Maggi-Belvedere (1600).
Al di là del Lambro, a ridosso dell'abitato di Peregallo, nel 1911 viene realizzata la linea ferroviaria Monza-Molteno-Oggiono con la stazione di Biassono-Lesmo-Parco.
Nel 1919 sorse la Cooperativa con il Circolo Carlo Maria Maggi a Peregallo e trovò sede all'interno del palazzo di piazza Garibaldi, tra via Caduti e Cavour.
Nel 1922 fu costruito l'edificio di piazza Roma, dove ora si trova il centro anziani, adibito ad asilo per bambini, in base al lascito del lesmese Gaetano Ratti ed inaugurato il monumento ai caduti che riporta ora i nomi degli 86 soldati morti nelle due guerre mondiali.
La costruzione dell'Autodromo Nazionale di Monza, all'interno del Parco (a 500 metri dall'abitato di Peregallo) dà lavoro ai contadini del luogo e Lesmo diventa conosciuto poiché lega il proprio nome alle cosiddette “curve di Lesmo”.
La popolazione nel 1927 era di 2813 persone ripartita in 1300 Lesmo, 883 Peregallo e 630 Gerno.
Nel 1928 Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini concedono al Comune lo stemma civico costituito dal leone rampante.
Nel 1933 furono costruite le Scuole elementari a Peregallo e a Gerno.
L'ultimo podestà di Lesmo è stato il sig. Spaggiari Pietro residente nel palazzo di via Mazzini, recentemente ristrutturato.
Nel 1944 viene ucciso dalle forze di occupazione tedesche il concittadino Francesco Caglio a cui fu dedicata la sede del Circolo di via 24 Maggio ed una via di Peregallo.

Nel dopoguerra il paese viveva principalmente sull'agricoltura e sull'allevamento del baco da seta; diversi operai lavoravano nella filatura di Peregallo; fino alla fine degli anni cinquanta numerose erano le cascine con bestiame (mucche, maiali, capre, galline e conigli) e le corti con i campi (frumento, granoturco, patate oltre a verdura).
Erano famosi ed esperti i maniscalchi di piazza Garibaldi a Peregallo; i fratelli Celestino e Umberto Sala operarono fino alla fine degli anni ‘80.
Nel 1946, dopo il ventennio fascista, si tengono le prime votazioni democratiche; Lesmo conta 3124 abitanti ed elegge Sindaco il sig. Confalonieri Paolo.

La Parrocchia di San Carlo a Gerno è stata eretta nel 1946 dal Card. Schuster Alfredo Idelfonso.
Nel 1964 viene edificata la chiesa di California intitolata alla Presentazione di Gesù.
Nel 1969, dopo l'erezione della parrocchia di Peregallo del 1967, viene realizzata, nel verde, la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione, in seguito arricchita artisticamente e dedicata dal Cardinale Carlo Maria Martini nel 1992.
Segue il conseguente ammodernamento dei servizi e delle strutture: palazzo municipale costruito nel 1969, scuola Secondaria di I° grado ”Don Milani” di via Donna Rosa realizzata nel 1982, biblioteca di via Marconi (1985), scuola primaria “A. Manzoni” di via Vittorio Veneto inaugurata nel 1998, scuola dell'infanzia “Gaetano Casati” di via Caduti a seguito dell'ampliamento e ristrutturazione della scuola elementare di Peregallo (1933), completata nel 2001.
Tra il 2006/2007 vengono realizzate la nuova piazza Garibaldi a Peregallo, l'allargamento di via Ratti con ciclopedonale, il rifacimento di via Volta con le corti multicolore a Gerno.
Lesmo, diventa sempre più un grazioso centro residenziale immerso nella verde Brianza.

Testo a cura di:
Luigino Ripamonti



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45°38'60" N - 09°19'0" E

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